E’ bello potersi sedere in questo posto, nel caldo di quest’estate
ormai secca, e riposare gli occhi e la mente senza dire quasi niente.
C’è
silenzio, si sentono gli alberi crescere.
Sul legno riarso dal sole, impronte di insetti fantastici, di ali stese a vana protezione di venature ondulate, percorse da linfa dorata. Volati via o inchiodati dai raggi impietosi?
Fuori, un casino.
Letteralmente.
Grazie per questo riparo.

Nel 1992 la Rodiana (il Giardinodilino) era così. Quando ci andavo con Zena, da lontano si vedevano pochi spelucchi verdi (i primi alberelli ed arbusti della siepe) e ci dicevamo "...però. si comincia a vedere qualcosa...". Il traliccio dell'elettrodotto incombeva sinistro (anche se nella foto è a destra).







.......con le scarpe tutte rotte.... ma....